Nel lontano 2003 decisi, con grande disappunto di mia madre, di non esercitare la professione di Ingegnere e di dedicarmi al mondo del web. In quel momento fui colpito come da un fulmine stile ritorno al futuro ed ebbi una visione: come far soldi con il mondo virtuale.

Così nacque il primo giornale on line registrato in tribunale, www.teramonews.com. Gli inizi furono molto duri, infatti nonostante l’impegno, le collaborazioni, gli aggiornamenti continui le visite non decollavano. Dopo molti mesi (ora non ricordo bene) finalmente i teramani e non solo iniziavano a leggere questo strumento. Oggi finalmente, anche in automatico, il portale produce 1500 visite giornaliere (fonte google analytic).

Un giorno, decisi di coinvolgere gli amici Nodari e Falconi nel progetto delle Banane, per anticipare un futuro prossimo, cioè quello del “web a pagamento controllato”, cioè se ritieni che il prodotto che fai merita puoi anche pagarlo.

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Nel mezzo di questi due progetti si sono intersecati i social network. Molti ignoranti tuttologi ritengono che Facebbok & C. siano solo dei luoghi di kazzeggio e per chi non ha nulla da fare. In parte è vero, facebook è un social di svago non di lavoro, però può essere usato in maniera oculata per quasi tutti gli scopi, anche quelli pubblicitari e di marketing.

Oggi, dopo neanche 60 giorni di nascita lebanane contano quasi 400 visite giornaliere, mantenedo questa media presto supererà Teramonews. Perchè tutto questo in cosi poco tempo? semplice, ci sono i social (oltre naturalmente ai contenuti). Oggi riuscire a creare un prodotto e svilupparlo è molto più veloce grazie ai vari Facebook, youtube e twitter. Attenzione però, ci sono delle strategie e delle regole molto scrupolose da seguire, in questo campo non si può improvvisare, altrimenti si rischia di ottenere il risultato inverso: una antipatia collettiva del tuo marchio con conseguenze disastrose.

Quindi usiamo tanto i social, ma in maniera precisa e puntuale, non tanto per far vedere che ci siamo.

Piccolo appunto: perchè le nostre istituzioni (Comune-Provincia-Regione) che dicono di credere nel web e che spendono migliaia di euri per uffici stampa e per “comunicatori” non iniziano a sfruttare gli strumenti GRATUITI che oggi il web mette loro a disposizione? Mistero.