Piccole storie da raccontare
2 ago

A Teramo c’è una strana tendenza. Nascono quasi più giornali/periodici cartacei che on-line. Potrebbe sembrare normale se non fossero presenti sul mercato i vari Ipad, Iphone4, Ebook, che uno dei mercati che non ha risentito minimamente della crisi sia quello “on-line”, che negli USA la pubblicità investita nei media on-line ha superato quella del cartaceo e che il Premio Pulitzer ( non il Premio Teramo, con tutto il rispetto) è stato assegnato ad un giornale on line e “alla generazione blogger”.
Facciamo finta che tutto questo non sia mai successo e che oggi viviamo nel 1990.
Tutti i Direttori e/o Editori dicono bene o male le stesse cose:
1) Il nostro giornale viene stampato in migliaia di copie
2) Il nostro giornale viene letto tantissimo
3) Il nostro giornale entra in tutte le case dei teramani
Quindi, i loro giornali hanno numeri da favola, ripeto, secondo loro.
Bene.
Ma io comune mortale che vivo nel continuo-spazio-tempo del 2010 come faccio a verificare che tutte queste informazioni non siano STRONZATE?
La risposta è una: in nessun modo.
Infatti io non posso sapere quante copie effettivamente vengono stampate. Io non posso sapere di queste copie effettivamente stampate quante ne arrivino dentro le case dei teramani. Io non posso sapere delle copie arrivate integre nelle case dei teramani quante siano state lette e quante siano state buttate senza essere state sfogliate neanche una volta. Io non posso sapere quante volte sono stati letti i singoli articoli delle copie effettivamente ricevute. Io non posso sapere quale inserzione pubblicitaria vine notata di più.
A questo punto mi chiedo: perchè non trasferire tutto on line? La messa on line di un giornale comporterebbe oltre all’ampliamento dei potenziali lettori (dal bacino teramano a quello mondiale), oltre alla riduzione dei costi di gestione anche alla determinazione esatta di tutti quei dati che ad oggi sono oscuri, che sono: il numero di visite UNICHE, quali e quanti articoli vengono effettivamente letti, le rubriche che funzionano e quello che non funzionano, il tempo di lettura di ogni singolo articolo, ect..ect.

Quindi mi chiedo, perchè non farlo?
Per me la risposta è semplice: perchè non conviene.
Non conviene forse sapere quali di questi effettivamente è il più radicato nei teramani.
Forse non conviene sapere che gli articoli di punta vengono letti da 4 gatti.
Forse non conviene sapere che le pagine pubblicitarie vengono notate solo da 4 gatti.
Forse non conviene.
Conviene certamente di più dire: noi stampiamo 10000000 di copie, e il nostro giornale entra nelle case di tutti i teramani.
P.S. Noi crediamo naturalmente che le copie dichiarate siano quelle effettivamente stampate e distribuite, anche se alcuni maliziosi, anzi pochisismi hanno dei dubbi.
Un Commento per "Alla carta teramana non conviene diventare “on-line”"
HTTP://www.visitsunnyaz.com…
Lorenzo Di Pietro – Blog…
Lascia un commento