Piccole storie da raccontare
19 ago
6 ago

Vi copio un articolo che Daniele Bogiatto mi ha dedicato.
Grazie Daniele.
Eccoci insieme per un altro commento alla mia domanda nell’ articolo relativo alla Fan page su Facebook.
Il primo era relativo al commento di Sabrina Sbardolini, ora passo a Lorenzo che conosco di persona in occasione di alcuni corsi di formazione. Un professionista motivato e determinato ad avere successo come sta dimostrando da tempo con il suo progetto editoriale online teramonews
Scrive Lorenzo che cito integralmente
“Io ho cliccato sul pulsante “Mi piace” della tua fan page per un motivo principale:
1) perchè ritengo tu sia una persona interessante e che tramite te o la tua azienda io possa crescere e aumenatre il mio business. Questo di primo impatto, poi seguendoti meglio, e dopo averti conosciuto live ho valutato che questa mia scelta è stata azzeccata e che il mio “Mi Piace” si era esteso anche a livello umano e non solo virtuale.”
Ecco i punti importanti
- Persona interessante
- Possibilità di far crescere il proprio business
- Contatto umano e sintonia
Quindi dal commento di Lorenzo metto insieme alcuni pezzi su cui ogni anno discutiamo nell’ impostazione del lavoro del nostro gruppo. Per la parte “essere interessanti” io credo che sia bene che ognuno sia quello che è e troverà le persone che lo reputano interessante. La trasperenza e la coerenza con noi stessi sono sempre vincenti, pregi e difetti compresi, pacchetto completo.
Ovviamente la seconda è sempre presente essendo noi come gruppo aziendale proiettati e focalizzati alla crescita del business per i liberi professionisti e le aziende che si avvicinano a noi.
Il terzo punto importante. Credo che le apparizioni in pubblico siano sempre importanti. Consentono di conoscersi direttamente anche se magari mi trovo di fronte 500 o 1000 persone. Non importa, è comunque un contatto live che consente di crescere maggiormente.
Proseguiamo
“Mi spiego meglio: io non clicco a caso sul pulsante “Mi piace”, ma valuto attentamente, in quanto non voglio che la mia persona sia associata a tutti in maniera indiscriminata. Quindi, se mi fossi sbagliato su di te ti avrei tolto dalle mie preferenze, come ho fatto in passato con altre persone o gruppi.”
Anche questo è un elemento importante. Lorenzo cita un passaggio fondamentale dell’ intelligenza selettiva e relazionale atta a proteggere la propria identità in un mondo in cui apparentemente siamo associati a migliaia di persone indiscriminatamente. Non è assolutamente vero. Anche io non clicco a caso sulle pagine Fan ma lo faccio con un motivo preciso. Quello che ha scritto è importante. Si tratta di dare un valore alle proprie azioni, facendo così si accresce continuativamente la propria autostima sia reale che virtuale.
Un eccellente commento che tocca punti fondamentali ed importanti.
Grazie Lorenzo per le tue eccellenti considerazioni!
A preto
Lorenzo
2 ago

A Teramo c’è una strana tendenza. Nascono quasi più giornali/periodici cartacei che on-line. Potrebbe sembrare normale se non fossero presenti sul mercato i vari Ipad, Iphone4, Ebook, che uno dei mercati che non ha risentito minimamente della crisi sia quello “on-line”, che negli USA la pubblicità investita nei media on-line ha superato quella del cartaceo e che il Premio Pulitzer ( non il Premio Teramo, con tutto il rispetto) è stato assegnato ad un giornale on line e “alla generazione blogger”.
Facciamo finta che tutto questo non sia mai successo e che oggi viviamo nel 1990.
Tutti i Direttori e/o Editori dicono bene o male le stesse cose:
1) Il nostro giornale viene stampato in migliaia di copie
2) Il nostro giornale viene letto tantissimo
3) Il nostro giornale entra in tutte le case dei teramani
Quindi, i loro giornali hanno numeri da favola, ripeto, secondo loro.
Bene.
Ma io comune mortale che vivo nel continuo-spazio-tempo del 2010 come faccio a verificare che tutte queste informazioni non siano STRONZATE?
La risposta è una: in nessun modo.
Infatti io non posso sapere quante copie effettivamente vengono stampate. Io non posso sapere di queste copie effettivamente stampate quante ne arrivino dentro le case dei teramani. Io non posso sapere delle copie arrivate integre nelle case dei teramani quante siano state lette e quante siano state buttate senza essere state sfogliate neanche una volta. Io non posso sapere quante volte sono stati letti i singoli articoli delle copie effettivamente ricevute. Io non posso sapere quale inserzione pubblicitaria vine notata di più.
A questo punto mi chiedo: perchè non trasferire tutto on line? La messa on line di un giornale comporterebbe oltre all’ampliamento dei potenziali lettori (dal bacino teramano a quello mondiale), oltre alla riduzione dei costi di gestione anche alla determinazione esatta di tutti quei dati che ad oggi sono oscuri, che sono: il numero di visite UNICHE, quali e quanti articoli vengono effettivamente letti, le rubriche che funzionano e quello che non funzionano, il tempo di lettura di ogni singolo articolo, ect..ect.

Quindi mi chiedo, perchè non farlo?
Per me la risposta è semplice: perchè non conviene.
Non conviene forse sapere quali di questi effettivamente è il più radicato nei teramani.
Forse non conviene sapere che gli articoli di punta vengono letti da 4 gatti.
Forse non conviene sapere che le pagine pubblicitarie vengono notate solo da 4 gatti.
Forse non conviene.
Conviene certamente di più dire: noi stampiamo 10000000 di copie, e il nostro giornale entra nelle case di tutti i teramani.
P.S. Noi crediamo naturalmente che le copie dichiarate siano quelle effettivamente stampate e distribuite, anche se alcuni maliziosi, anzi pochisismi hanno dei dubbi.
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