Lorenzo Di Pietro – Blog

Piccole storie da raccontare

Archivio per febbraio, 2010

Brunetta fa Bing con Microsoft

A distanza di alcuni giorni dall’accordo raggiunto con Google, il Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione ha da poco annunciato di aver siglato un nuovo protocollo d’intesa con Microsoft. Il patto consentirà di mettere in campo iniziative comuni tra i due soggetti per implementare le soluzioni ICT e adottare nuovi strumenti per il reperimento delle informazioni via Web sui portali della PA. L’accordo avrà la durata di un anno e comprenderà lo sviluppo di applicazioni su Bing, il motore di ricerca targato Redmond nato dalle ceneri di Live Search.

«Il comune obiettivo è quello di sviluppare azioni sinergiche per la promozione della società dell’informazione e lo sviluppo di soluzioni d’eccellenza tecnologiche e organizzative, in particolare nel settore del web search, che possano incrementare la qualità e l’accessibilità dei servizi della PA. In questo modo i milioni di utenti che ogni giorno utilizzano il motore di ricerca “Bing” di Microsoft saranno facilitati nel reperire in modo immediato e semplice gli indirizzi Internet dei siti ufficiali del Governo e delle altre istituzioni nazionali» recita il comunicato da poco diffuso dal Ministero.

Il protocollo d’intesa prevede, inoltre, la condivisione da parte di Microsoft Italia delle esperienze e di alcune strategie rivelatesi di successo a livello nazionale e internazionale nel campo della ricerca online. Le informazioni fornite dal colosso dell’informatica, nel rispetto della privacy e degli accordi di riservatezza con i soggetti terzi coinvolti, dovrebbero così consentire al Ministero e ai siti della PA collegati di conquistare una maggiore visibilità nelle pagine dei risultati di Bing, favorendo così il reperimento dei contenuti da parte degli utenti.

Stando alle prime informazioni fornite da Microsoft e Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, l’accordo da poco siglato «non comporterà alcun onere a carico del bilancio dello Stato e tutte le attività che verranno poste in essere nell’ambito dello stesso saranno realizzate a carico di Microsoft». Il patto è stato annunciato con entusiasmo dal ministro della PA, Renato Brunetta, che ha confermato gli obiettivi per il piano e-government: «Il 2010 è l’anno della convergenza di tutti i progetti e le iniziative attivati nell’ambito del piano e-government che andrà a regime entro il 2012 e i motori di ricerca ci accompagneranno in questo percorso con una collaborazione a costo zero che promette di avere effetti moltiplicativi sulla messa in efficienza dei siti delle amministrazioni centrali e periferiche. [...] Naturalmente i siti delle amministrazioni dovranno adeguarsi per migliorare la loro reperibilità sui motori di ricerca in una logica di processo che si autoalimenta e che si basa sulla logica della massima replicabilità delle soluzioni web che si sono rivelate migliori».

L’accordo raggiunto con Microsoft giunge ad alcuni giorni dalla messa in campo di un piano analogo con Google. Gli apporti dei due motori di ricerca dovrebbero consentire agli spazi online della PA di conquistare nuova visibilità rendendo più semplice l’accesso ai dati da parte degli utenti. La strada verso una maggiore trasparenza, auspicata in più di una occasione dal ministro Brunetta, potrebbe rivelarsi più lunga e accidentata del previsto. Al momento, infatti, numerosi siti web della pubblica amministrazione precludono l’accesso ai motori di ricerca a parte dei propri contenuti, come le tabelle sugli emolumenti dei dipendenti della PA. (webnews)

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  • Teramonews 3.0 on line

    Nei sei anni di attività svolta, Teramonews.com ha incrementato sempre più il suo potenziale. Ispirato dal suo ideatore Lorenzo Di Pietro, il primo giornale online d’Abruzzo (registrato presso il Tribunale di Teramo nel gennaio del 2004) ha continuamente cercato di informare e dare spazio a chi di questo territorio parla. Ha lavorato cercando di raccontare quello che accade, allargando sempre più lo spettro d’azione e d’interesse. E l’assiduità con la quale il sito è seguito, ha premiato e continua  a premiare questo sforzo, ormai pluriennale. In un’ottica di potenziamento e crescita, sin qui decisamente fruttuosa, è stata effettuata una scelta i cui benefici ci auguriamo di poter commentare nei prossimi mesi.
    La neonata società TERAMONEWS S.a.s. ha infatti acquistato la testata elettronica Teramonews.com con l’intento di far convergere ulteriori energie nel progetto editoriale. Nello specifico, Lorenzo Di Pietro, al quale si affianca in qualità di socio Luca Graziani,  manterrà un ruolo significativo nella gestione web e nell’elaborazione della strategia comunicativa del sito. Per incrementare l’impatto sul piano redazionale, si segnala inoltre l’ingresso di Paolo Marini, da dieci anni attivo nel mondo del giornalismo sportivo a livello nazionale e “motore” di diverse iniziative culturali.
    Chi avrà piacere di collaborare e unirsi a questo progetto continuerà ad avere ovviamente la possibilità di farlo. La funzione di informare i teramani, svolta da teramonews.com con tanto entusiasmo negli anni, resta infatti intatta. Così come vivo verrà mantenuto il confronto con voi lettori, da sempre fondamentali per l’ampliamento del raggio d’azione e della completezza d’informazione di questa testata.

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  • Il concetto che il lavoro su internet ci possa rendere liberi, ha ricevuto diversi commenti sui vari canali dei social network. Uno di questi, di Lorenzo Di Pietro, è molto diretto su come è possibile allentare questa tensione. Ottima domanda. Iniziamo da un concetto molto semplice sullo stile Pnl (programmazione neuro linguistica). Quando nella vita vogliamo alzare il nostro stato d’animo, sentirci più motivati tale approccio ci insegna che è molto difficile pensare di farlo, cambiare le nostre emozioni, agire sul nostro inconscio….molto più facile camminare a spalle dritte ed alzare la sguardo dritto innanzi a noi. Il corpo e la mente sono strettamente collegati ed agire sul corpo è molto più semplice. Lo stesso approccio puoi tenerlo con il lavoro tramite i computer e il web. Fai una piccola considerazione. Se tutti i giorni ti alzi e vivi insieme al tuo iphone collegato in wireless e in internet tramite la rete tre, tieni il computer fisso accesso in bella mostra e ti accompagni ad un portatile collegato alla rete wireless che copre tutta la casa….è facile che ti venga “la tentazione” di lavorare in orari strani. Continui a buttare uno sguardo al tuo profilo facebook, a scaricare le email ed immediatamente essere preso dal rispondere perchè sembrano tutte email importanti.

    L’errore più grande che puoi fare è pensare che sei diverso da tutti gli altri. Che tu puoi controllare i tuoi impulsi e quando non lo fai puoi migliorare per la prossima volta. Io ti consiglio un altro approccio. Lascia il cellulare il più possibile distante da te, usalo solo quando ti serve. Tienilo proprio distante fisicamente. Il computer fisso mettilo in una stanza o in parte della casa ove ti rechi solo ed esclusivamente quando devi lavorare. Stacca il wireless e lascia il portatile chiuso nella borsa porta pc. Tutto questo non sarà sufficiente ma è già un buon inizio. Prevedi comunque uno spazio nel fine settimana e se possibile anche durante la settimana in cui lasci tutto. Computer, telefoni, qualsiasi cosa che abbia solo anche il minimo atteggiamento di apparecchio elettronico. Nulla, niente, nemmeno televisione e radio. Le idee, le energie balzeranno all’ improvviso ad alti livelli e tutto diventerà più chiaro. E, in ultimo, accetta il fatto di sbagliare, di riuscire a farlo in percentuale e a volte di non accorgerti che hai dimenticato di staccare. Qualsiasi miglioramento passa da una percentuale progressiva di adattamento a nuovi schemi sino a quando un nuovo comportamento diventa una nuova abitudine. Lo abbiamo fatto anche con il web. Un nuovo comportamento (ad esempio quello di scaricare le email) è diventato via via un’ abitudine precisa. Tutti noi esseri umani ci troviamo in una nuova evoluzione che ha una velocità talmente elevata per la quale nessuno di noi è pronto e riesce ad adattarsi alla stessa velocità. Un passo per volta.

    Comincia da questo. Dopo quello che ti ho scritto osserva dove vivi…tutto è costruito per stare connesso quasi sempre? Se la risposta è positiva ti stai chiedendo quasi l’ impossibile, comincia a metterti in condizioni ambientali più semplici per gestire al meglio il tempo. Una grande detto “si desidera ciò che si vede”, niente di più vero.

    E qui possiamo dirlo…alzi la mano chi possedendo un laptop con connessione wireless non hai mai navigato seduto sul WC………(daniele bogiatto)

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  • Ci siamo, la SAS è realtà

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    Oggi 25 Febbraio 2010 è stato un giorno molto importante per la mia storia lavorativa e per il “mio” Teramonews. Il riassunto è in questa foto. Sembra ieri, ma tutto ebbe inizio nel lontano 2003 quando proposi ad un mio grande ex amico di inventarci un giornale on line per la città di Teramo. L’idea era buona, la volontà c’era, mancava solo capire come trasformare le eventuali visite che sicuramente avremmo avuto in euri. Cosi ci rimboccammo le maniche e nel giro di 6 mesi mettemmo in piedi il progetto Teramonews. Era fine dicembre 2003. Ufficialmente il giornale on line partì l’8 gennaio 2004, nella veste di prima testata web registrata ufficialmente in tribinale nella Regione Abruzzo. Poco dopo Antonello mi lasciò per seguire altre strade, ma Teramonews andò avanti lo stesso. Oggi questa mia creautura è diventata il giornale più letto a Teramo e un punto di riferimento per molti utenti della rete che hanno voglia di esprimere il loro pensiero senza censure. Di questo sono molto contento e nello stesso tempo orgoglioso. Finalmente alcuni amici si sono accorti dell’enorme potenziale che Teramonews ha e che può ancora ottenere. Infatti mi hanno proposto un progetto di potenziamento a cui io non ho saputo dire di no. Cosi oggi  la ditta individuale Lorenzo Di Pietro proprietaria della testata si è trasformata in SAS. Sinceramente fino a pochi mesi fa era utopistico pensare una cosa del genere, ma oggi è realtà. Questo grazie al mio impegno costante di questi anni e grazie a questi amici che hanno visto in questa attività grandi margni di sviluppo. A questo punto non rimane che dire “in bocca al lupo” New Teramonews.

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  • Google, “serio pericolo per il Web in Italia”

    Google ha commentato con toni molto duri la sentenza che, in Italia, ha attribuito al gruppo una responsabilità diretta nella mancata censura preventiva del video al centro del caso Vividown. I fatti sono noti e la sentenza è forte: Google Video è stato considerato direttamente responsabile e non un mero strumento nelle mani degli utenti. La risposta di Google proviene dal blog ufficiale del gruppo (non il blog italiano, ma il blog di Google.com) con un titolo che lancia sul nostro paese le luci della ribalta: «Seria minaccia per la Rete in Italia».

    Nel post si spiega anzitutto l’accaduto, partendo dal filmato girato nel 2006, fino alla condanna odierna e passando dalla condanna degli autori del video. Ma sulla sentenza giungono parole molto dure: «In sostanza questa decisione significa che i dipendenti di piattaforme di hosting come Google Video sono penalmente responsabili per i contenuti caricati dagli utenti. Faremo appello contro questa decisione che riteniamo a dir poco sorprendente dal momento che i nostri colleghi non hanno niente a che fare con il video in questione. Riteniamo, anzi, che durante l’intero processo abbiano dato prova di grande coraggio e dignità; il semplice fatto che siano stati sottoposti ad un processo è eccessivo».

    Ma Google intende contestare la sentenza nel merito ed in riferimento alle conseguenze che è destinata a portare sulla Rete, quantomeno la Rete italiana: «C’è un’altra importante ragione, però, per la quale siamo profondamente turbati da questa decisione: ci troviamo di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet. La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione, che condividiamo, è che questo meccanismo di “segnalazione e rimozione” avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme – ogni singolo testo, foto, file o video – il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire».

    Il principio dettato da Google è evidente e si basa non soltanto sul senso comune, ma anche su evidenti impossibilità tecniche: è logicamente impossibile filtrare a priori i filmati riprovevoli e soltanto il lavoro di segnalazione di una community è in grado di fermare filmati come quello in esame. Se invece la giurisprudenza avanza un principio differente, allora la Rete è sì messa in difficoltà poiché crea una responsabilità a cui nessun utente e nessun servizio potrebbe mai far capo. Commenti, filmati, blog, forum e quant’altro sarebbero destinati a limitare radicalmente la possibilità di interazione, minando alla base i principi basilari del Web.

    Occorre ricordare come la sentenza non abbia identificato in Google il reato di diffamazione, mentre abbia invece contestato la violazione della Legge sulla Privacy, qualcosa su cui il gruppo aveva chiarito fin dal principio come la normativa italiana non fosse applicabile ad un servizio che opera e risiede anche fisicamente su territorio USA.

    David Drummond e Peter Fleischer hanno confidato lo sconcerto per la decisione del giudice ed hanno espresso preoccupazione per il pericoloso precedente venutosi a creare. Per questo motivo tanto i singoli quanto il gruppo preannunciano battaglia promettendo immediato appello alla sentenza emessa in giornata.(webnews)

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  • Gli italiani passano 6 ore al mese su Facebook

    6 ore e 7 minuti secondi al mese a condividere, commentare, cliccare “mi piace” ed effettuare aggiornamenti di status. A tanto ammonta l’attività dell’italiano medio che accede ai social network: la stima giunge dai ricercatori Nielsen ed inserisce l’Italia nel solco della media internazionale della quantità di tempo passata sui vari Facebook, Twitter, FriendFeed ed altri ancora.

    Alla luce dell’alta presenza degli italiani su Facebook e della relativa assenza su Twitter ed altri social network omologhi, è facile estendere la media calcolata da Nielsen al solo Facebook. 6 ore al mese, quindi, passate perlopiù sulle pagine di Zuckerberg ogni singolo mese da parte di oltre 18 milioni di utenti unici, il tutto a dimostrazione della portata di un fenomeno che ha già saputo far parlare di sé sotto ogni forma. Una ricerca SafeNet nelle stesse ore dimostra come gli italiani siano comunque attenti alla propria attività online: si dichiarano attenti quando consegnano le proprie informazioni personali, spiegano di controllare il destino dei propri dati e si dicono sospettosi nei confronti dei social network. Sospettosi, evidentemente, ma pronti comunque a consegnare ore del proprio tempo ad una community da 400 milioni di utenti.

    Gli Stati Uniti sono la nazione più rappresentata sui social network (142 milioni di utenti unici mensili), ma sono gli australiani quelli che detengono la maggior permanenza sui server (6 ore e 52 minuti complessivi). Importante la presenza giapponese (42 milioni di utenti unici), ma quella nipponica è la terra con la minor permanenza pro-capite sulle pagine “social”.

    La presenza dei vari stati sui social network

    La presenza dei vari stati sui social network

    I dati Nielsen confermano inoltre il trend in atto ormai da mesi: Facebook continua a crescere, raggiungendo ormai una penetrazione di dimensione difficilmente confrontabile con quella della concorrenza. MySpace regge, ma vede la propria quota di mercato scendere progressivamente. Twitter ha vissuto una autentica esplosione nel giro dell’ultimo anno, ma la sensazione è quella per cui al momento il social network da 140 caratteri sia destinato a rimanere una comparsa nei confronti della posizione di dominio ormai conquistata da Facebook. Stabile, al tempo stesso, LinkedIn.

    Social network, dal 2007 al 2009

    Social network, dal 2007 al 2009

    Il successo di Facebook sembra a questo punto proiettato verso altri ed ulteriori obiettivi. Il raggiungimento di una certa massa critica, infatti, ha permesso al gruppo di poter costruire un importante business basato sull’identità degli utenti e sui dati che gli stessi hanno fornito al network. Alla luce della crescita dimostrata, inoltre, gli investitori sembrano aver accumulato ulteriore ottimismo, tanto che dalla Russia potrebbe presto arrivare un ulteriore miliardo di dollari per un nuovo lotto di investimenti. L’investitore pronto a firmare l’assegno sembra essere ancora una volta lo stesso, quella Digital Sky Technology che con il proprio capitale ha già sostenuto gran parte della crescita del network.(webnews)

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  • Certe notti

    Certi notti nella nostra casa tutto scorre via tranquillo come dovrebbe essere, quindi tutti a nanna sotto le calde coperte. Però alcune volte può succedere l’imprevedibile. In genere alle 21:30 Francy già è in fase di pre-sogno nella sua culletta e Chiaretta sta sentendo la favoletta della buona notte. Quindi alle 22:00 è notte fonda in casa Di Pietro. Ma ieri è successo qualcosa di strano, che vi racconto. Erano le 01:30 è avevo appena spento il mio mac e mi apprestavo a fare un bel sonnellino insieme a tutti, compreso gigi. Dopo 10 minuti ecco Francy che si alza in piedi dalla culla e inzia “papaaaa, papaaaa….” naturalmente si alza Maria (visto che il suo lato è quello vicino alla culletta) e la rimette a dormire. Dopo 10 minuti stessa musica “papaaaa, papaaaa….” a questo punto la storia è chiara, Francy si vuole intrufolare nel nostro lettone….ma noi teniamo duro e dopo altri 3 tentativi diciamo no. A questo punto l’orologio segna le 02:20. Il silenzio è sceso, sembra tutto filare liscio, quando sentiamo sbattere la porta. E’ Chiara che ha sognato la strega annoiata e vuole venire a dormire nel nostro lettone. Naturalmente non cediamo e Maria la riporta nella sua cameretta. Francy a questo punto si sveglia di nuovo. Rimettiamo a dormire entrambe verso le 03:00 AM. Tutto sembra tranquillo, fin quando non sentiamo una voce “mammaaa…mammaaa” è Chiara che ha sognato di nuovo la strega annoiata. Maria si rialza per tranquillizarla. Questa storia si ripete per altre 3 volte, fino a quando non chiama anche me. Quando mi alzo, Chiara è categorica, se non la porto nel nostro lettone non potrà mai addormentarsi, parola di  strega annoiata. Quindi che faccio? la porto nel nostro lettone naturalmente. Ore 03:45. Dopo un pò Francy giustamente ci fa notare con il suo linguaggio “egsbchecbh” che lei non è stupida, anche lei vuole venire nel nostro lettone. Quindi ci sistemiamo in 4. Visto l’andazzo decido di salutare tutti e posizionarmi nel lettino di Chiara, sono appena le 05:00 e si iniziano a sentire i mezzi della Teramo ambiente. Alla fine l’unica che è riuscita a dormire è gigi. Dopo questa faticaccia io, Maria e Francy ci alziamo alle 9:30. Chiara alle 10:30 e per finire gigi si alza dal suo cesto alle 11:00!!!!!

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  • In uno degli ultimi interventi che ho tenuto in questi giorni alcune persone nello specifico decantavano le lodi di quanto internet abbia reso il lavoro gestibile, libero di essere smaltito in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Qualcosa che mai prima avremmo potuto pensare di avere. Io non sono d’accordo. E’ una mera illusione che viene promossa dalle aziende per gettare delle fette di salame sugli occhi di tutti. Guardati in giro (forse non così tanto lontano). Tre cellulari di media a testa, sms, telefonate, email sul blackberry, pc sempre più portatili, connessioni ovunque. Sei proprio convinto di lavorare meno? La società produttiva ci sta riprogrammando continuativamente e in maniera molto sottile. Tariffe iperconvenienti, telefoni che si connettono in internet, videocamere pronto per il download in youtube. Essere connessi sempre. Sei proprio convinto che vada bene rispondere alle email di lavoro la domenica mattina oppure di avviare un call su skype con l’ iphone mentre sei con i tuoi figli o con tua moglie o marito o fidanzato/fidanzata? Dove è finito lo spazio disconnesso? Senza che tu te ne sia accorto hai appena sottoscritto un contratto di lavoro con il mondo fatto di 7 giorni alla settimana per tutte le ore in cui sei sveglio. E’, ironia della vita, tanto più stai connesso tanto più diminuisce la tua performance. Alcuni mi dicono…a me non succede….sì, sì….proprio vero, è per quello che quando vado a cena con queste persone posano sul tavolo due telefoni cellulari pronti a rispondere come se fossero in una gerarchia militare. Io adoro internet e mi sento perfettamente nel ruolo che mi hanno vestito i mass media, di evangelizzatore del web.
    Proprio per questo io tutti i giorni penso che può succedere anche a me ed ecco perchè ogni giorni mi chiedo come essere connesso quando lo ritengo necessario ed essere disconnesso quando non mi serve. Meno email, meno connessione, navigazione più intelligente. Ad esempio a me piace lavorare a tarda serata (vado a dormire al massimo all’ una di notte) ma durante il giorno molte volte non apro nemmeno il mio portatile. Più connessione con la vita e con le persone che ci circondano e otterremo risultati di business migliori (oltre che, cosa più importante, una vita migliore a mio avviso). (daniele bogiatto)

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  • Microhoo: pronti, via!

    Per il via definitivo al matrimonio tra Microsoft e Yahoo è soltanto questione di ore. Le parti si sono strette la mano ormai da tempo, in attesa che le istituzioni potessero firmare il benestare ad un accordo doveva giocoforza passare attraverso il placet dell’antitrust. Ora ogni tassello sembra ormai al suo posto e si attendono soltanto gli annunci ufficiali: quello europeo da una parte, quello statunitense dall’altra. Da entrambe le parti, però, gli indizi sono del tutto rassicuranti, tanto che la stessa Yahoo si è sbilanciata offrendo via blog ufficiale la propria conferma su quanto sta per accadere.

    In un comunicato congiunto hanno spiegato i due gruppi: «Microsoft e Yahoo annunciano di aver ricevuto il via libera, senza restrizioni, da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e della Commissione Europea all’accordo che riguarda il motore di ricerca e che ora potranno dedicare la loro attenzione all’avvio del processo di implementazione dello stesso. Si prevede che l’attuazione di questo accordo inizierà nei prossimi giorni e comporterà la transizione delle piattaforme algoritmiche e di ricerca di Yahoo a Microsoft, mentre Yahoo diventerà la forza vendita esclusiva globale di questa relationship per i più importanti inserzionisti per il search di entrambe le società. Dopo il completamento della transizione, il marketplace di ricerca unificato delle due società offrirà agli utenti un’innovazione ancora più efficace, un volume e un’efficienza maggiori per gli inserzionisti e migliori opportunità di monetizzazione per gli editori Web grazie a una piattaforma contenente una più estesa offerta di query di ricerca».

    Quel che è ufficioso, a breve sarà ufficiale. L’UE si è data la deadline di oggi 19 Febbraio e pertanto entro le prossime ore occorre attendersi una presa di posizione pubblica. La Commissione Europea, quindi, dopo aver messo pressione su Microsoft per lungo tempo in seguito alla posizione dominante di Windows, è pronta ora invece a dare il proprio benvenuto alle nuove iniziative di Bing avviando così ufficialmente la nuova era del motore di Redmond.

    Ma anche per la seconda approvazione potrebbe essere soltanto questione di poco tempo. Dagli Stati Uniti sono giunte le necessarie rassicurazioni circa l’approvazione ed una decisione ufficiale potrebbe essere comunicata nel giro di 20/30 giorni. Negli USA la pressione era particolarmente alta in seguito al precedente ostruzionismo che il DOJ aveva frapposto tra Google e Yahoo, fermando di fatto una ulteriore concentrazione delle quote di mercato. Microhoo, invece, è considerato come l’opportunità per creare un minimo di concorrenza nel mercato, quella concorrenza che solo poche ore fa il numero uno di Vodafone ha richiesto davanti alla platea del Mobile World Congress di Barcellona.

    La partnership tra i due gruppi avrà decorrenza a partire dall’approvazione definitiva ed avrà durata decennale. In questo lasso di tempo Microsoft si accollerà la ricerca su Yahoo affidando le SERP agli algoritmi di Bing, con tutta una serie di specifiche relative alla suddivisione della raccolta di advertising. Yahoo ha rimodulato la propria attività sotto questo tipo di accordo e la firma di Carol Bartz ha rappresentato per Sunnyvale una svolta storica su cui ricostruire l’immagine e la forza del gruppo. «Secondo i termini dell’accordo, annunciato nel luglio 2009, Microsoft fornirà a Yahoo le stesse pagine dei risultati di ricerca disponibili su Bing, mentre Yahoo si occuperà dell’innovazione di tali pagine mediante l’integrazione degli ampi contenuti di Yahoo e dei risultati ampliati con informazioni su argomenti chiave adeguatamente organizzate, nonché strumenti per personalizzare l’esperienza degli utenti di Yahoo. Yahoo si concentrerà sull’offerta di una search experience coinvolgente e innovativa che consenta agli utenti di esplorare e trovare informazioni, persone e siti più rilevanti per loro. Mentre Microsoft si occuperà di fornire la piattaforma, entrambe le società continueranno a creare esperienze diverse, interessanti e in evoluzione mirando ad aumentare le rispettive audience e clic».

    Dialoghi e trattative sono ancora in corso con autorità antitrust in tutto il mondo (Corea, Taiwan, Giappone), ma la strada è ormai spianata. Un apposito sito web sarà presto online per garantire la massima trasparenza delle operazioni. La transizione non sarà breve e l’entrata a regime del progetto Microhoo non è prevista prima dell’inizio del 2011. webnwes

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  • La Credibilità di un Leader 2.0

    Tempo addietro ho letto una frase bellissima a proposito del carisma, il testo diceva: “Chi pensa di guidare gli altri e non ha nessuno che lo segue sta solo facendo una passeggiata“. Il testo è conciso ma il messaggio che contiene è illuminante e disarmante al contempo. Il concetto che esprime può in effetti essere applicato alla leadership ma non solo. Molte persone pensano che il fatto stesso di poter esprimere un concetto lo renda vero e reale. Nel Web più che mai possiamo constare quanto questo accada spesso. Una delle cose che non mi stancherò mai ripetere durante i miei interventi è proprio quella che non è più l’informazione il grande potere di questo tempo, il vero potere è la capacità di  selezione. Quali possono essere allora degli elementi  importanti affinchè una persona venga identificata come leader? Uno è sicuramente la Credibilità. Più le persone ripongono fiducia in noi e più noi soddisfiamo questa fiducia più di conseguenza diveniamo credibili, di conseguenza accumuliamo crediti nella famosa banca della Reputazione. Ovviamente come tutte le contabilità esistono entrate ed uscite e sul web il coraggio necessario è maggiore perchè anche se abbiamo diecimila persone che ci stimano ne basta una che non la pensa in questo verso per fare, diciamo, un certo rumore.

    Questo concetto dalle parole si estende ai fatti, deve esserci coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo, perchè questo costruisce un ponte tra la teoria e la pratica e fa di noi un esempio da seguire. Affinchè il processo sia funzionale dobbiamo scegliere una strada che ci sia affine, che sentiamo nostra. Inutile voler diventare il più grande esperto di finanza se il realtà la nostra massima aspirazione è trascorrere le serate a catalogare francobolli, meglio specializzarsi in filatelia.Essere un Leader comporta anche una grande responsabilità, perchè si diventa modelli da seguire.Concetti che diventano oro nel personal brand, argomento tanto caro  a me e alla rete in questo preciso momento storico.( Daniele Bogiatto)

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